Chi sono e perché amo il calcio.

Mi chiamo Antonio.

Non sono un giornalista, ma uno che si nutre di calcio, e non solo (105 kg portati benissimo).

Parlare di calcio, raccontare il calcio è una cosa bellissima. Per questo motivo ho deciso di aprire questo blog e condividere con te le storie che racconto.

Le origini…

Ho iniziato a raccontare il calcio alle elementari, quando con il mio compagno di banco, Davide, ci inventavamo fantomatici campionati. Sceglievamo i calciatori della nostra squadra con l’aiuto delle figurine Panini (ebbene sì, il fantacalcio l’abbiamo inventato noi. Non è vero) e partiva la sfida, accompagnata dalla mia telecronaca.

Quando non ero a scuola, partivano tornei di “Subbuteo” sul tavolo della cucina con il mio amico, Gennaro. Quando non ero né a scuola né a casa, andavo a giocare a calcio nel parcheggio del supermercato vicino casa. Lì c’erano anche Nunzio, Gianfranco, Daniele, Gino ed altri. Siccome ero una pippa mostruosa a giocare, facevo la telecronaca anche in quei momenti, tanto non influiva minimamente sul mio andamento.

Dopo le elementari, ecco le medie. Passano gli anni, si continua a giocare sul cemento del parcheggio, nascono le prime console, ed ecco l’evoluzione della mia telecronaca.

Nascono le sfide tra amici al “Sega master system”, “Sega mega drive” e “Sega saturn” (Sì, le ho avuti tutte e tre).

Gli anni continuano a scorrere, arrivo alle superiori, nonostante fossi una capra per il mio professore di matematica delle medie -tranquillo, non faccio nomi prof. Carratù-, e la Sony mi inventa la “Play Station”. Questo vuol dire PES e FIFA, ma soprattutto organizzare tornei tra amici.

In questi anni le telecronache hanno raggiunto livelli folli.

Le mie storie, telecronache e racconti si sono sempre adeguate ai tempi, sono partito dalle figurine “Panini” e arrivato alla “Play Station 4”.

Oggi ci sono i social… e proviamo anche questa!

Ciao belli, sperando che ci sia anche qualche bella.

Antonio.

 

P.S. Caro Prof., alla fine mi sono anche laureato.