Cosa significa tifare Cagliari?

Buongiorno amici,

lo abbiamo chiesto a un giovane tifoso del Cagliari per capire cosa significa tifare per una squadra con ambizioni ristrette.

Il tifoso del Cagliari si chiama Antonio, ha 23 anni ed è uno studente di ingegneria.

Antonio è un grande appassionato di calcio, l’ha praticato per sedici anni e ama questo sport.

Come dargli torto?

 

Ciao Antonio, mi viene subito da chiederti, perché Cagliari e non un top club?

Perché per me il Cagliari è passione pura. È attesa, sofferenza, orgoglio.

Come si legge anche allo stadio, tifare Cagliari significa tifare una squadra che incorpora una terra intera, un popolo. Dal mio punto di vista tifare per la squadra della propria terra e gioire e soffrire per questa non ha prezzo.

 

L’amore verso questa maglia l’hai avuto fin da bambino?

Sì, da sempre. Questa fede me l’ha trasmessa mio padre.

 

Spesso da piccoli non siamo noi a scegliere la squadra del cuore, ma ci viene in un certo senso imposta da chi ci circonda, che siano parenti o amici. Tu quando hai scelto di tifare Cagliari?

Beh non saprei rispondere con precisione, ma ricordo che fin da piccolino vedevo mio padre tutte le domeniche incollato alla radio a sentire la telecronaca delle partite del Cagliari su Radiolina.  Penso di essermi innamorato di questi colori da quelle domeniche.

 

Quando hai capito realmente che avresti tifato Cagliari per sempre?

Quando vedendo la tua squadra soffrire e lottare per salvarti, pensi “ora cambio squadra non ce la faccio più”, ma poi pensi a tutte le emozioni che ti ha dato, a ogni singola salvezza, a ogni singola vittoria e capisci che tu e quei colori non vi lascerete mai.

 

Porti sempre con te qualcosa, tipo un portachiavi, una figurina nel portafogli, che ti ricordi la tua squadra del cuore?

Qualcosa del genere l’ho avuta, ma posso dire che ogni qualvolta parto per un viaggio, che sia lo zaino o la valigia o una borsa, porto con me sempre il mio primo completino del Cagliari con la firma di Gianfranco Zola.

 

Hai riti scaramantici prima di ogni partita?

Riguardo gli highlights delle vecchie partite del Cagliari, soprattutto quelli contro la squadra contro cui giocherà quel fine settimana.

 

Ti capita ancora spesso di andare allo stadio?

Sfortunatamente no perché sono lontano dalla mia terra e mi viene difficile andarci spesso, però cerco di andare a vederla in trasferta quando posso. Per questo motivo spesso mi capita di guardarla da casa.

 

Ricordi di un tifoso del Cagliari.

Qual è stata la tua prima partita allo stadio?

Partita di Pasqua del 2006, Cagliari-Juventus 1-1. Segnò Suazo su rigore per il Cagliari, Cannavaro oltre il recupero, di testa su calcio d’angolo.

 

Cosa ti ricordi di quella giornata?

Ricordo la bellissima atmosfera allo stadio, ma soprattutto la grande rabbia a fine partita per il pareggio ottenuto dalla Juventus fuori tempo massimo e soprattutto perché pareggiò immeritatamente. L’arbitro era Ayroldi e quello fu l’anno di Calciopoli, ho detto tutto. Nonostante tutto penso sia stata anche la più bella partita alla quale abbia assistito.

 

Con chi dividi maggiormente questa tua fede calcistica?

Con mio padre prima di tutto, con lui andavo sempre allo stadio. Altra persona con cui condivido questa passione è il mio carissimo amico Giuliano.

 

E la partita più brutta alla quale hai assistito? 

In trasferta a Torino, settore ospiti, Torino-Cagliari 5-1 per i granata.

 

Una sconfitta può influenzare la tua giornata o settimana?

La mia settimana no, però a volte qualche partita ha influenzato qualche mia giornata, soprattutto quando ero più piccolo. A scuola ero l’unico tifoso del Cagliari. Mi prendevano in giro per le sconfitte e ogni volta partivano con la solita frase “cosa avete vinto voi”.

 

Il Cagliari che è stato.

Che ricordo hai del Cagliari di Allegri e della grande cavalcata di Ballardini che portò alla salvezza?

Per quanto riguarda Allegri ci sarebbero tanti bei ricordi, dal 3-3 in casa contro il Napoli in rimonta con gol di Larrivey, Matri e Jeda per noi e gol di Pazienza, Bogliacino e Lavezzi per il Napoli. La più bella in trasferta, invece, fu la vittoria per 3-2 in casa della Juventus. Una vittoria attesa 40 anni. Segnarono Biondini, Jeda e Matri, per la Juventus, invece, doppietta di Nedved.

Poi per quanto riguarda il Cagliari di Ballardini, la partita che ricordo è che riguardo continuamente ogni volta è Cagliari-Napoli 2-1. Vincemmo in rimonta e nel recupero, segnarono Matri e Conti allo scadere.

 

Nel passato, quale o quali giocatori sono stati fonte di ispirazione per i tifosi del Cagliari?

Beh per quanto mi riguarda Riva, Zola, Suazo, Conti, Francescoli, Delivaldes, Muzzi, Luis Olivera, Virdis, Diego López, Herrera, Fabian O’neill. Però Gigi Riva su tutti.

 

Il Cagliari che è.

Nella rosa attuale chi pensi che incarni meglio i colori rossoblù e perché?

Penso che sia il Ninja, sia per il passato con noi, ma anche per il fatto che sia ritornato da noi con umiltà e soprattutto per dimostrare che per essere un campione non è importante giocare in una grande squadra, ma portare una squadra ad esserlo. Anche per dimostrare e ricordare che è un fuoriclasse, e forse uno dei centrocampisti più completi al mondo.

Aggiungerei anche il Pavo e Pisadog per l’umiltà, l’impegno e la costanza. Questi possono considerarsi giocatori simbolo del Cagliari.

 

Chi ha impressionato di più in questo inizio di stagione è Nandez (di lui ve ne avevamo parlato qui) probabilmente. Pensavi fosse così forte oppure che fosse una scommessa di Giulini nonostante i 18 milioni?

All’inizio ero un po’ titubante, poi con il passare del tempo ho iniziato a capire che stava per arrivare un gran giocatore. Poi mi ha conquistato dopo le prime prestazioni per la grinta e la voglia di dare sempre il 100% in campo.

 

Nainggolan o Barella?

Entrambi, Nainggolan perché con il Cagliari si è consacrato ed è diventato il grande campione che è, e poi ha sempre dimostrato di essere legato all’ambiente e a questi colori. Barella perché è il classico ragazzino sardo, tifoso del Cagliari, che è cresciuto nel Cagliari e che, con e grazie al Cagliari, ma anche al talento è diventato grande campione.

 

Il Cagliari che sarà.

Cosa ti aspetti da questo campionato?

Come ogni anno mi aspetto un bel campionato e di raggiungere la salvezza al più presto, per premiare anche gli sforzi fatti dal presidente nel mercato estivo.

Penso e spero che ci si possa divertire tanto quest’anno, e chissà, magari, iniziare a sognare qualcosa in più della salvezza. Iniziare a giocarcela con i top club e portare a casa risultati positivi, come già successo a Napoli.