Cosa significa tifare Frosinone?

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Vincere è bello, normale che sia così, ma il calcio è uno sport e in quanto tale dovrebbe avere dei princìpi diversi dal tifare solo chi vince.

Basandomi su questo pensiero ci siamo chiesti: “Cosa significa tifare per una squadra che probabilmente non vincerà mai un trofeo prestigioso?”

Come il buon Marzullo insegna, ci siamo dati anche una risposta: “Bisogna chiederlo direttamente ai tifosi di questi club”. E così è stato, finalmente abbiamo iniziato a ricevere delle risposte con delle interviste.

Iniziamo dall’intervista fatta a Matteo Nanè di Frosinone.

Matteo ha 29 anni, tifa Frosinone e gestisce la pagina Frosinone Calcio OFC.

 

  1. Quando si è piccoli si è spinti a tifare per la squadra più forte o almeno per quella più forte all’interno della propria regione di residenza. Perché Frosinone e non Lazio o Roma?
  • Perché a Frosinone c’è una grande passione per il calcio, la squadra era seguita anche quando si giocava sui campi di patate delle serie minori. Il tifo è stato sempre molto caldo, anni fa la curva ciociara veniva chiamata “La Bergamo del sud”. Tanta gente dalla Capitale cerca di sminuire la popolazione frusinate affibbiandoci aggettivi come “burini, pecorari”, per questo forse si tifa la squadra della propria città già da piccoli, senza badare ai trofei ma al senso di appartenenza. In un Frosinone-Napoli (Serie C1 se non sbaglio) la Curva Nord espose uno striscione con scritto “NÈ ROMANISTI, NÈ LAZIALI, FIERI DI ESSERE ULTRAS CIOCIARI”.

 

  1. Sei sempre stato tifoso del Frosinone o ti sei avvicinato in seguito alla squadra? Chi ti ha trasmesso questa fede? L’hai trasmessa o la trasmetterai ai tuoi figli?
  • Da piccolo avevo come tanti una squadra di Serie A che ammiravo, ma il Frosinone l’ho seguito da sempre, una passione trasmessa dalla gente che avevo intorno, amici, persone più grandi, uno stadio al centro della città. Dopo la loro nascita i miei figli dovranno dire “FROSINONE” prima di “PAPÀ”, altrimenti avrò fallito come genitore.

 

  1. Quando hai capito realmente che avresti tifato Frosinone per sempre e che non avresti mai tradito questa fede?
  • Certi amori nascono da piccoli e non finiscono più.

 

  1. Porti sempre con te qualcosa, tipo un portachiavi, una figurina nel portafogli, che ti ricordi la tua squadra del cuore?
  • No, per scaramanzia.

 

  1. Hai riti scaramantici prima di ogni partita?
  • Non leggo giornali, non parlo della partita già dal giorno prima, durante la gara mi sposto di seggiolino nel caso la squadra gioca male o serve un gol, in pratica in questo brutto campionato ho dovuto cambiare tutti i 16.000 posti disponibili.

 

  1. Dove guardi la partita di solito?
  • Allo stadio

 

  1. Qual è stata la tua prima partita allo stadio? Cosa ti ricordi di quella giornata?
  • Serie D settore Distinti, i biglietti per la partita erano i blocchetti tipo quelli delle lotterie, costo 6.000 lire. Ero bambino mi accompagnava mio padre, ricordo l’attaccante brasiliano Dos Santos (con coro: “SUPER SUPER SANTOS!”) e io che mi avvicinavo alla rete divisoria per guardare i giocatori da vicino, sembrava un sogno.

 

  1. Con chi vai di solito allo stadio? Con chi condividi maggiormente questa tua pazza fede?
  • Da solo e li incontro tanti amici, sempre per scaramanzia. Gestisco una pagina del Frosinone con oltre 25.000 scritti, la condivido con loro.

 

  1. Matusa o Benito Stirpe? E perché?
  • Matusa, per la storia, perché era un simbolo, lo sentivamo nostro e si sono vinte tante battaglie calcistiche grazie a quello stadio, per noi e per chi ha giocato li è un vero sentimento. Lo Stirpe invece è un bellissimo stadio, frutto di vittorie e del progresso, purtroppo imborghesito, è un rapporto tra tifosi e struttura che ancora si deve consolidare. “AL MATUSA NON SI PASSA, AL MATUSA NON SI PASSA” si cantava a fine partita.

 

  1. Qual è la partita più bella alla quale hai assistito? E quella più brutta? (Non per forza allo stadio, anche in TV).
  • Belle e brutte ce ne sono tante che non ricordo. Belle ne posso dire tre: Frosinone-Lecce finale Play Off di Lega Pro, Gubbio 2-3 Frosinone, Varese 3-3 Frosinone. Brutta forse con il Carpi nei Play Off di Serie B dove abbiamo perso ed eravamo anche in superiorità numerica.

 

  1. Con quale squadra senti più il derby? E perché?
  • Latina, sicuramente perché confinanti come territori, ma non c’è un perché preciso. Odio e amore sono sentimenti che nascono da dentro e non hanno motivi particolari.

 

  1. Una sconfitta può influenzare la tua giornata o settimana? In che modo?
  • Una sconfitta no, una sconfitta senza che la squadra dà il 100% prima mi dava fastidio per diversi giorni. Da anni invece ho capito che vincere sugli spalti, con il tifo, è molto più gratificante dei risultati della squadra.

 

  1. Quale calciatore del Frosinone ricordi con più piacere? Chi è secondo te quello più rappresentativo nella storia del club? E invece quello a cui sei più legato?
  • Pastore, giocatore anni ’90 viveva nel mio stesso palazzo, è stato il primo contatto tra me tifoso e squadra. Non esiste uno più rappresentativo anche se molti hanno fatto la storia del club, Zappino sicuramente è uno di questi visto che ha raggiunto ben 4 promozioni con il Frosinone. Gucher l’ho conosciuto appena arrivato in città, un rapporto basato sulla persona non sul calciatore, lo sento giornalmente e posso definirlo tra i miei migliori amici.
Robert Gucher
  1. Il tuo mito? Perché proprio lui?
  • Mario Muffato, giocatore del Frosinone anni 60, mi allenò nelle giovanili del Frosinone. Grande persona.

 

  1. Qual è il Frosinone più bello di sempre?
  • Visto con i miei occhi, quello che conquistò la prima Serie B nel 2006.

 

  1. Il tuo momento più bello della storia del Frosinone?
  • Il ritorno in Serie B nella finale contro il Lecce, gol di capitan Frara. Amici in campo che giocavano e amici sugli spalti. Una gioia condivisa a 360°.
Capitan Frara
  1. Dov’eri il giorno della storia prima promozione in Serie A e come hai festeggiato?
  • Ovviamente allo stadio, invasione di campo al fischio finale e poi fino a notte fonda in strada a festeggiare.

  1. Frosinone a parte, quale altra squadra ti fa simpatia in Serie A?
  • Milan e Roma.

 

  1. Se potessi rubare un calciatore a una delle altre squadre che fanno parte di “La partita sfigata”, quale fregheresti? E perché?
  • Pellissier, grande uomo.

 

  1. Il Leicester ci ha insegnato che tutto può accadere nel calcio, ok, ma come si vive pensando che molto probabilmente non potrai mai gioire per la vittoria di uno Scudetto e che al massimo puoi gioire per una promozione o salvezza?
  • Oggi la gioia è una promozione o salvezza, fra 10 anni risponderò diversamente.

 

  1. Hai mai pensato: “Ma chi me lo fa fare di tifare per il Frosinone?”
  • M A I.

 

  1. Cosa ti aspetti dalla prossima stagione? Dove pensi che la squadra vada rinforzata? Chi ti piacerebbe vedere indossare la maglia del Frosinone l’anno prossimo?
  • Mi aspetto che ci sia una giusta programmazione, valorizzazione del settore giovanile che servirà a far uscire buoni giocatori senza spendere soldi. Va rinforzata principalmente a centrocampo, difesa e attacco già è di buon livello per la serie cadetta. Gucher, perché in Serie B fa la differenza, perché conosce l’ambiente, serve gente nello spogliatoio di carattere e che faccia capire ai nuovi il valore della maglia che indossano. Oltre questo, ovviamente troverei di nuovo un amico in città.

 

  1. Spiega a un tifoso di un top club cosa significa tifare per il Frosinone.
  • Tifare Frosinone è come sostenere un tuo familiare, sia nelle vittorie che nelle sconfitte gli stai vicino e nonostante tutto, l’amore per lui non finirà mai. L’orgoglio di vedere 11 giocatori che scendono in campo a difendere la tua città è una sensazione che non si può descrivere. Nemmeno vincere una Champions dà un’emozione del genere.

 

Antonio Pastore

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